La Parola Canta

Debutta mercoledì 18 febbraio (ore 20,30) al Teatro della Corte La Parola Canta, con Toni e Peppe Servillo e il Solis String Quartet.

Una produzione Teatri Uniti.
La Parola Canta

Dopo il clamoroso successo internazionale ottenuto con Le voci di dentro di Eduardo, i fratelli Toni e Peppe Servillo tornano insieme sul palcoscenico, riprendendo uno spettacolo già presentato in anteprima nel 2013 al Festival della Mente di Sarzana, con il titolo Cantami una poesia. Ora, quell’esperimento unico è diventato La parola canta: cioè, un vero e proprio allestimento scenico in cui i due Servillo sono affiancati dal quartetto d’archi dei “Solis String Quartet”, che mescola in modo originale il jazz e il pop, il folk e la musica contemporanea.

Un po’ concerto, un po’ “reading” e un po’ recital di poesie, La parola canta è prima di tutto una dichiarazione d’amore che i Servillo rivolgono a Napoli, una città fatta di vizi e pregi, ma raccontata attraverso gli occhi, le parole e i sentimenti di quelli che hanno contribuito a renderla grande. I due artisti, con l’originale contributo sonoro “dal vivo” dei sorprendenti “Solis String Quartet”, catapultano lo spettatore nelle esperienze sensoriali della terra partenopea: cantano poesie e recitano canzoni; fanno rivivere una tradizione e rendono omaggio ad alcune delle vette più alte della cultura scenica napoletana, fra letteratura, teatro e musica.
Ci sono ovviamente Eduardo De Filippo e Raffaele Viviani, E. A. Mario e Libero Bovio, ma ci sono anche voci contemporanee come quelle di Enzo Moscato e Mimmo Borrelli. È appoggiandosi su questi e molti altri contributi che Toni e Peppe danno vita a un mondo di fantasia e di creatività scenica. Nasce così un allestimento teatrale fatto di vari sketch o scenette. Uno spettacolo che spazia fra i diversi generi, dalla letteratura alla musica, al teatro, e tocca con la propria curatissima dizione tutti i diversi gradi acustici vocali: da un’intensità forte e marcata, a una fioca e debole, da un ritmo veloce ed estenuante a uno lento ed enfatico. A Sarzana, la loro performance fu accolta da un’ovazione e seguita da fragorose e genuine risate. Ed è facile prevedere che lo stesso accadrà al Teatro della Corte, perché ancora una volta i Servillo mettono lo spettatore sempre al centro del gioco, facendo del napoletano una lingua viva che ha ancora molto da offrire come comunicazione a tutte le latitudini, essendo soprattutto la manifestazione dell’assoluto bisogno di non rinunciare alla propria ancestrale identità.